Leoncillo - Galleria d'arte - Galleria dello scudo

Leoncillo

    Leoncillo Leonardi (Spoleto, 1915 - Roma, 1968) è considerato uno dei più importanti scultori europei del dopoguerra. Con il suo linguaggio ha contribuito a dare nuova luce ad un'antica tradizione italiana come l’arte della ceramica.
    Nel 1940 alla VII Triennale di Milano vince la medaglia d'oro per l'arte applicata con le sue prime ceramiche cotte nei forni umbri. Ben presto comincia a prendere parte alla scena artistica romana, dove stringe amicizia con Ettore Colla, Toti Scialoja, Giulio Turcato e Emilio Vedova. Nel 1946 è tra i firmatari del manifesto della Nuova Secessione Artistica Italiana e in seguito partecipa alla prima mostra del movimento Fronte nuovo delle arti. Nel 1954 è alla Biennale di Venezia - dove è presente anche nelle edizioni degli anni 1948, 1950, 1952, 1960 e 1968 - assieme a Lucio Fontana, rivelando in questo contesto la sua stretta relazione con l'arte astratta che Fontana stava sviluppando in quel periodo.
    A partire dal 1956 ripensa il suo linguaggio: abbandona il cubismo per l’astrazione e sviluppa una versione moderna della scultura informale. Le sue opere sono caratterizzate da flussi di ceramiche in colori primari (nero, bianco, rosso di Siena) e danno origine a figure che sono spesso squarciate da solchi profondi. Le sue sculture alludono a una natura popolata da alberi sfregiati, da lampi, così come da corpi umani martirizzati, crocefissi e mutilati. Gli esiti di questa ricerca vengono presentati nel 1957 nella personale dell'artista alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, il punto d'incontro a Roma di artisti internazionali come Marcel Duchamp e Alexander Calder.
    Nello stesso anno gli viene affidata la creazione di un pannello decorativo per l'istituto Assicurativo Nazionale a Ferrara e di una fontana per il complesso edilizio INA-Casa a Roma. Nel 1962 per la mostra a cielo aperto Sculture nella città, parte del V Spoleto Festival dei Due Mondi, Leoncillo realizza un'installazione in argilla bianca, Le affinità patetiche, ora conservata alla Galleria d’arte moderna di Spoleto assieme ad una vasta collezione di opere che coprono l’intero arco della sua carriera (disegni, sculture, maioliche). Leoncillo muore a soli 53 anni, stroncato da un infarto mentre guidava la sua auto. Un anno dopo la sua morte Spoleto dedica all’artista una vasta antologica.