Giacomo Balla - Galleria d'arte - Galleria dello scudo

Giacomo Balla

    Balla, Giacomo (Torino, 1871 - Roma, 1958).
    Intorno al 1891 frequenta per alcuni mesi l'Accademia Albertina. Nel 1895 si trasferisce con la madre a Roma, dove stringe amicizia con Duilio Cambellotti e Serafino Macchiati. Si avvicina al Divisionismo in chiave sociale di Morbelli e Pellizza (Elisa ai giardini, 1902; Milano, Civica Galleria d'Arte Moderna; Villa Borghese - Parco dei Daini, 1910; Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). Si interessa al mondo degli esclusi (La giornata dell'operaio, olio su carta, proprietà Balla, Roma, 1905; Polittico dei viventi: La pazza, 1905). Partecipa all'attività della Scuola della Campagna Romana di Giovanni Cena.
    Dal 1899 espone assiduamente alle mostre della Società di Amatori e Cultori di Belle Arti.
    Nel 1900 trascorre sette mesi a Parigi, ospite di Macchiati. Il suo studio in via Porpora a Roma, è frequentato da Gino Severini e Umberto Boccioni. Nel 1903 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia. Nel 1909 espone al Salon d'Automne a Parigi, e al Salone di Odessa. Nel 1910 sottoscrive con Boccioni, Carrà, Russolo e Severini il Manifesto dei Pittori Futuristi e La Pittura Futurista - Manifesto Tecnico. Nel 1910 e 1912 partecipa all'Esposizione Internazionale di Buenos Aires. Fra il 1911 e il 1912, Balla approfondisce il tema del movimento (Bambina che corre sul balcone, Milano, Civica Galleria d'Arte Moderna); (Dinamismo di un cane al guinzaglio, Buffalo, collezione Goodyear); (Velocità d'automobile, New York, Museum of Modern Art). Nel ciclo delle Compenetrazioni iridescenti (1912-14), Balla studia in funzione dinamica la scomposizione della luce. Sono composizioni astratte, basate su innesti di forme triangolari. Nel 1912 decora la casa dei Lowenstein a Düsseldorf e partecipa alle mostre del gruppo futurista a Roma, Rotterdam, Berlino e Firenze. Nel 1913 mette all'asta tutte le sue opere figurative annunciando: "Balla è morto. Qui si vendono le opere del fu Balla". Nel 1914 comincia a comporre "parolibere" e partecipa all'attività interventista del gruppo futurista. Pubblica il manifesto Il Vestito Antineutrale.
    Nel 1915 è arrestato insieme a Marinetti. Assieme a Depero pubblica il manifesto Ricostruzione Futurista dell'Universo accogliendo il suggerimento di Marinetti dell'opera d'arte come "presenza", "oggetto" e "azione". Inizia così un periodo di ricerche plastiche con materiali diversi (Linea di velocità + paesaggio, rilievo in bronzo, 1914, Roma, proprietà Balla). Sempre nel 1915 tiene un'importante mostra personale a Roma, presso la sala Angelelli. Nel 1916 sottoscrive con Marinetti, Corra, Settimelli e Ginna il Manifesto della Cinematografia Futurista. Collabora al periodico futurista fiorentino "L'Italia Futurista" ed è impegnato nelle vesti di autore e attore nel film Vita Futurista. Nel 1917 realizza al Teatro Costanzi a Roma, per i balletti russi di Diaghilev, la scenografia luminosa cinetica di Feu d'artifice di Strawinskij. Nel 1918 tiene una personale alla Casa d'Arte Bragaglia, a Roma, e pubblica nel catalogo il Manifesto del Colore. Nel 1919 partecipa alla Grande Esposizione Nazionale Futurista alla Galle-ria Centrale in Palazzo Cova, a Milano. Nel 1920 entra nella direzione del periodico "Roma Futurista".
     Nel 1920-21 partecipa all'Exposition Internationale d'Art Moderne a Ginevra e a due altre mostre del gruppo futurista, una a Parigi e l'altra a Praga. Nel 1921 realizza la decorazione e l'arredamento del Bal Tik-Tak, una sala da ballo in stile futurista. Negli anni venti partecipa a gran parte delle mostre del gruppo futurista: a Macerata nel 1922, a Torino, a Roma, alla III Biennale romana e a New York nel 1925, alla Biennale di Venezia e a Boston nel 1926, a Bologna, a Torino, a Palermo e a Milano nel 1927, a Imola e a Torino nel 1928, a Fiuggi, a Roma, a Milano e a Parigi nel 1929, a Venezia, alla Biennale, nel 1930, a Roma, alla Quadriennale, nel 1931 e, ancora a Roma, nel 1932.
    Nel 1925 partecipa con Depero e Prampolini all'Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes. Nel 1926 collabora al giornale romano "L'Impero", e nel 1927 con "Vetrina Futurista". Nel 1929 sottoscrive con Benedetta, Depero, Dottori, Fillia, Marinetti, Prampolini, Somenzi e Tato il Manifesto dell'Aeropittura. Nel 1936 è presente a New York nella mostra "Cubism and Ab-stract Art".
    Nel 1937 si distacca polemicamente dal Futurismo dichiarando che "l'arte pura è nell'assoluto realismo senza il quale si cade in forme decorative e ornamentali". Dal 1948 torna a proporre opere degli anni futuristi. Tiene personali con opere futuriste a Roma e a Milano, alla Quadriennale romana nel 1951, a Firenze nel 1952, a New York nel 1954, a Roma nel 1956, a Parigi, a Milano, a Madison (Usa) e a Torino, nel 1957.


    Daniele Baccarini in La pittura in Italia. Il Novecento (1900-1945), Milano, 1997.