PRESENTAZIONE
CONTATTI
Dal 1968, anno della fondazione, la Galleria dello Scudo si occupa di arte moderna e contemporanea, con particolare interesse per i maggiori artisti italiani della prima metà del Novecento. Con la mostra dell’inverno 1981-1982 dedicata a Carlo Carrà, inizia, per la prima volta in Italia, la collaborazione con enti pubblici per l’organizzazione di importanti rassegne a carattere strettamente scientifico, che per il taglio inedito hanno suscitato viva attenzione di critica e di pubblico. Tra le mostre storiche più significative si segnalano De Chirico, gli anni Venti (1986-1987), Realismo Magico - Pittura e scultura in Italia 1919-1925 allestita tra il 1988 e il 1989, entrambe trasferite poi a Milano nella sede di Palazzo Reale, e la rassegna che, nell'inverno 1990-1991, indagava la produzione di Alberto Savinio durante la sua permanenza a Parigi tra il 1927 e il 1932.

Boccioni 1912 Materia (1991-1992), la prima mostra in Italia interamente dedicata a un dipinto, evidenziava come Materia rappresentasse l'estremo sviluppo delle esperienze precedenti sul tema della madre e al tempo stesso la massima prova degli studi sulle linee-forza e sulla scomposizione del soggetto. La mostra fu poi riproposta, nel 2004, al Solomon R. Guggenheim Museum in Soho-New York, con il titolo Boccioni, Materia: A Futurist Masterpiece and the Avant-garde in Milan and Paris con contributi critici, tra i vari, di Emily Braun, Vivian Green, Laura Mattioli Rossi.

Con una selezione di sculture e dipinti eseguiti tra il 1939 e il 1966, la rassegna Marino Marini - Mitografia (1994-1995) analizzava l'evoluzione del motivo che meglio caratterizza la ricerca dell'artista, imperniata su rimandi alla cultura arcaica e su simbologie di matrice classica; Fausto Melotti “teatrini” (1996-1997), riproposta l’anno seguente alla Pinacoteca Civica di Como, evidenziava come il purismo astratto di certi esiti degli anni Trenta si trasformasse in quei particolari lavori in terracotta nella cifra espressiva di una narrazione sempre ricca di elementi allusivi, legati a una sfera creativa intima e personale.

Dopo la rassegna che ripercorreva le tappe più significative del lavoro di Luigi Ontani dal 1980 (1995-1996), Morandi ultimo - nature morte 1950-1964 (1997-1998), trasferita l’anno successivo alla Peggy Guggenheim Collection a Venezia, rivisitava in termini metodologici la produzione dell’artista anche in rapporto al contesto internazionale soprattutto d’oltreoceano, per il quale le sue ultime nature morta hanno rappresentato un fondamentale punto di riferimento. Quindi De Chirico, gli anni Trenta (1998-1999), poneva in evidenza come nell’arco del decennio de Chirico avesse elaborato nuovi sorprendenti cicli pittorici, tra i quali i “Bagni misteriosi” e i “Puritani”. Seguivano due mostre dedicate a Toti Scialoja: la prima (1999-2000) centrata sulla ricerca astratta tra il 1955 e il 1966, la seconda (2006-2007) sugli esiti tra il 1983 e il 1997 connotati da una forte gestualità e da un coevo impegno letterario.

Nel 2007 l'antologica Pietro Consagra, necessità del colore (2007-2008), organizzata in collaborazione con il Museo di Castelvecchio di Verona, indagava quarant’anni di lavoro dell’artista, a far data dal 1964, quando il principio dell’immagine frontale si amplia nella teorizzazione della “bifrontalità”, e nel felice uso del colore.

La Galleria dello Scudo propone inoltre i protagonisti dell’arte italiana dopo il 1950 tra i quali sono Afro, Burri, Capogrossi, Consagra, Fontana, Manzoni, Novelli, Scarpitta. Ha inoltre dedicato varie esposizioni ad artisti italiani contemporanei , quali Gianni Dessì, Giovanni Frangi, Giuseppe Gallo, Marco Gastini, Eliseo Mattiacci, Nunzio, Luigi Ontani.