Vittorio Matino, vario/pinti. Opere 2002-2003  a cura di Giuseppe Appella e Walter Guadagnini  - Galleria d'arte - Galleria dello scudo

Vittorio Matino, vario/pinti. Opere 2002-2003

a cura di Giuseppe Appella e Walter Guadagnini

25-10-2003 / 07-12-2003

"Vario/pinti" è il titolo della rassegna che ha riunito oltre trenta lavori eseguiti da Vittorio Matino tra il 2002 e il 2003, in cui è rinnovata, con esiti formali inediti, la riflessione sul rapporto tra pittura, intesa secondo canoni rigorosamente astratti, e mondo dell'esperienza. L'artista, infatti, mantiene ancora saldo il legame con la matrice non figurativa del suo linguaggio, maturata sin da quando, negli anni Settanta, era entrato in contatto con il vivace ambiente milanese, animato da personalità come Bonfanti, Dorazio e Nigro. L'esposizione si è aperta con "Blu di Verona", un'opera maestosa in cinque elementi che, per l'evanescenza delle campiture blu e rosse, contrasta con le intense note gialle e aranciate del trittico "Agadir". In altri quadri, come "Saint Jean de Luz e Henri au Cap", la messinscena si realizza con la sovrapposizione di fasce cromatiche in perfetta armonia tra loro, stese a pennellate larghe, poco pastose, talora alquanto diluite, creando eleganti effetti di trasparenza. Nell'opera di Matino il colore riveste sempre un ruolo centrale, dispiegandosi per se stesso, vibrante al di fuori di qualsiasi contesto naturalistico, sottomesso alla legge dei complementari e alla luce che ne esalta le diverse modulazioni tonali. Sebbene sia evidente come l'artista rifugga da qualsiasi tentazione mimetica, il vissuto non gli è estraneo; anzi, agisce sull'inconscio e affina la sensibilità che porta a dare forma ai ricordi, alle sensazioni, alle emozioni. "Per me", afferma l'artista, "può trasformarsi in colore e quindi in pittura tutto quello che succede: l'incontro con una persona oppure il giallo di una foglia in autunno. Anche i pensieri, i suoni si tramutano in colori che vanno poi organizzati in modo appropriato sulla tela, per campiture, accostamenti, proporzioni: non rimane nulla di letterario e di ideologico". La componente cromatica svolge quindi un'importante funzione evocativa, talora enfatizzata nella scelta dei titoli, i soli a offrire una chiave per individuare l'evento o lo spunto da cui ha tratto origine un'opera. Analisi sulle componenti concettuali e tecniche della pittura di Matino, così come riflessioni sui diversi referenti che l'hanno sempre ispirato, da Matisse a Rothko, da Morris Louis a Bruce Newman, sono proposte nell'intervento critico di Giuseppe Appella e nella conversazione con l'artista di Walter Guadagnini, entrambi curatori della mostra. I testi sono pubblicati nel catalogo edito per l'occasione in duplice versione, in italiano e in inglese. Completa il volume una sezione aggiornata di apparati.