Marco Gastini, nel volo... attorno a cura di Pier Giovanni Castagnoli - Galleria d'arte - Galleria dello scudo

Marco Gastini, nel volo... attorno

a cura di Pier Giovanni Castagnoli

07-12-2008 / 28-02-2009

Sin dalle prime ricerche negli anni ’60, maturate nell’intento di superare gli esiti stagnanti del tardo-informale per giungere all’essenzialità di una pittura intessuta di tracce e di gesti appena percettibili, prossima ai territori praticati dalla contemporanea minimal art, il linguaggio di Marco Gastini si apre nel decennio successivo, e ancor più in seguito, a moduli compositivi non più classificabili entro tendenze codificate.
Come emerge dai lavori esposti nelle personali al Lenbachhaus di Monaco di Baviera nel 1982, all'Orangerie im Schlosspark a Weimar nel 1998, o in occasione delle antologiche tenutesi, nel 2001, alla Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino e, nel 2005, al Centro Arte Moderna e Contempo-ranea di La Spezia poi alla Kunsthalle di Göppingen, i “flussi di energia” che ispirano gli interventi giovanili, rarefatti nell’uso di superfici trasparenti o di colori impalpabili, si trasformano negli ultimi anni in installazioni complesse, spesso di dimensioni considerevoli, in cui la presenza di forme e oggetti di varia natura, ampliati oltre i limiti della superficie, assume inusuali valenze pittoriche.
L'idea della composizione che fuoriesce dalla tela o che si espande sino a coinvolgere l’ambiente in cui è contenuta è all’origine anche dell’ultimo ciclo di opere, realizzate espressamente per la mostra a Verona alla Galleria dello Scudo dal 7 dicembre 2008 al 28 febbraio 2009, in cui tuttavia intervengono elementi inediti rispetto al passato. Su tele di grande formato, calchi in alluminio simili a conchiglie, fusioni in bronzo che replicano le nodosità degli arbusti, si alternano a vetri colorati e a piani dipinti a fitte stesure di pigmenti, componendo sulla parete bianca un raffinato accordo di modulazioni tonali.
Il percorso si apre con Rimbalzo tra gli echi del blu del 1996, imponente installazione lunga quasi cinque metri, in cui tele ravvivate da strati densi di blu cobalto e di rosso si susseguono lungo una traiettoria ad arco, in un’alternanza di calibrati contrappunti. Riflesso nel segno, eseguito tra il 2004 e il 2005, costituisce l'ideale fase di transizione verso il nucleo più recente di lavori, accomunati in gran parte dalla presenza di elementi aggettanti lungo il profilo superiore della tela. Come fregi di antichi affreschi, essi costringono lo spettatore ad alzare lo sguardo per osservare dal basso lo svolgersi di una narrazione sospesa nel cielo, in cui la gravità appare stravolta: i pesi galleggiano in alto, al di sopra di un contesto immateriale.
In lavori come Nei fogli della memoria del 2007 e Su nell'ombra del 2008, lame di ardesia si innestano ben salde al supporto. Gesto sospeso e Nell'ombra degli echi, entrambi eseguiti nel 2008, offrono l'illusionistico effetto di una fioritura di reperti recuperati dai fondali marini, come oggetti di terra lavorata e poi seccata, soffici e spugnosi, ma in realtà di un metallo a tratti luminescente. Sono impronte, ovvero il negativo di una colata; un inganno che nelle intenzioni dell'artista rappresenta la scoperta di un valore estetico anche in ciò che ne sembra privo. Soffio nasce invece da sovrapposizioni varie: di oggetti fisici su interventi pittorici, di tracciati esili che si intersecano in traiettorie divergenti, espressione di una forza che circola e preme nelle vene dell’opera.
Sapienti equilibri costituiscono, dunque, il leitmotiv della mostra: il peso in alto, dove si radunano, ancorati alla tela, volumi di vario formato; in basso, vortici di pennellate incolori, solcate da graffiti o inserti cromaticamente decisi. La materia pittorica è di un bianco madreperlaceo, mutevole nelle sue iridescenze: “pensavo che lì dentro ci fossero già tutti i colori, che fosse un bianco pieno di mille cromie”, afferma Gastini nell'intervista in catalogo.
La rassegna è curata da Pier Giovanni Castagnoli, direttore della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Il catalogo edito per l’occasione è introdotto da un suo testo che riunisce, come note di un diario, memorie, impressioni e immagini suscitate in passato dal lavoro di Gastini; segue un dialogo con Marco Vallora, in cui Gastini ripercorre i tratti salienti della sua ricerca, offrendo spunti illuminanti per comprenderne gli esiti più recenti. Il volume, corredato da un profilo biografico di Laura Lorenzoni, è illustrato dalle fotografie di Claudio Abate, che interpreta le opere nel loro disporsi all'interno dello spazio espositivo.