Fausto Melotti. Teatrini 1944-1985 a cura di Carlo Pirovano - Galleria d'arte - Galleria dello scudo

Fausto Melotti. Teatrini 1944-1985

a cura di Carlo Pirovano

15-12-1996 / 28-02-1997

La figura di Fausto Melotti riveste un ruolo di primaria importanza nel panorama artistico del nostro secolo, come è confermato dal la sempre viva attenzione per la sua opera in ambito internazionale. Ne sono prova l'esposizione antologica alla Baldacci Gallery di New York nel 1994 e l'ampia retrospettiva curata da Germano Celant al Centre Julio GonzaIes di Valencia l'anno seguente. Si ritiene quindi di estrema attenzione una mostra dal taglio inedito e particolare centrata sul tema dei Teatrini, le fascinose costruzioni in terracotta dove figure stilizzate inscenano il loro racconto. La rassegna monografica, realizzata in collaborazione con l'Archivio Melotti di Milano, si è svolta a Verona  - dal 15 dicembre 1996 al 28 febbraio 1997 - presso la sede della Galleria dello Scudo.
Con una selezione di oltre cinquanta lavori, provenienti da raccolte pubbliche e private, la mostra riveste carattere strettamente scientifiche evidenziando come il purismo astratto di certi esiti degli anni Trenta si trasformi in una dimensione narrativa ricca di elementi allusivi a una realtà più immediata. Opere significative documenteranno come a partire dal 1944, anno del primo teatrino, Solo coi cerchi, le strutture scandite da piani e pareti, rese in una voluta semplicità formale, sono spesso integrate da materiali poveri quali sfere, asticelle e catenine, che trovano il loro equivalente nelle opere metalliche contemporanee, di cui riflettono l'intenso carattere poetico. Anche attraverso i titoli l'artista esprime una sottile e raffinata ironia, che accompagna il fascino inconsistente delle scene, abitate da corpi e reticoli come note di uno spartito ideale.
Introduce il percorso un'opera in marmo e gesso dipinto, eseguita nel 1933, in cui l'effetto scenografico è il risultato del connubio tra l'elemento figurativo e istanze di matrice astratta. Da segnalare inoltre Lettera a Fontana, una splendida ceramica datata 1944, testimonianza del rapporto tra i due artisti, e Il diavolo tenta gli intellettuali dell'anno seguente, un preciso rimando alla poetica di Arturo Martini. L'indagine prosegue con Il sonno di Wotan del 1951 e Angoscia realizzato nel 1961, entrambi nella collezione del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, per concludersi con L'acrobata si avvia, l'ultimo teatrino eseguito poco prima della morte. Verranno inoltre presentati numerosi bassorilievi e alcune sculture in sintonia con la tematica prescelta.
La rassegna, progettata da Massimo Di Carlo, Francesco Sandroni e Massimo Simonetti, è realizzata con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Verona. La costruzione della mostra e la scelta delle opere sono affidate al Professor Carlo Pirovano, autorevole storico dell'arte e studioso dell'opera di Melotti. Il catalogo edito per l'occasione reca un suo fondarnentale contributo ed è arricchito da preziosi interventi critici di Fabrizio D'Amico e di Rudi Fuchs. Correda il volume un'esauriente biografia redatta da Laura Lorenzoni.